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lunedì 12 ottobre 2020

Tu sei polvere di stelle - Lawrence Krauss


La cosa sorprendente è che ogni atomo nel tuo corpo viene da una stella che è esplosa.
E gli atomi nella tua mano sinistra vengono probabilmente da una stella differente da quella corrispondente alla tua mano destra. È la cosa più poetica che conosco della fisica:  
*Tu sei polvere di stelle*
Tu non potresti essere qui se le stelle non fossero esplose, perché gli elementi che concernono l’evoluzione, il carbonio, l’azoto, l’ossigeno, il ferro, non furono creati all’inizio del tempo.
Sono stati creati nella fornace nucleare delle stelle, e il solo modo perché si trovassero nel tuo corpo, non è se non che le stelle fossero così gentili da esplodere...
Le stelle sono morte perché tu potessi essere qui adesso…
Lawrence Krauss

sabato 24 dicembre 2016

Nazim Hikmet


                                            E al di là della notte
                                         mi aspetterà
                                         spero
                                         il sapore di un nuovo azzurro.

mercoledì 16 novembre 2016

Liwyāṯān - Luca Crastolla


sgrana un sagrato
al crollo dell’ennesima luce
del giorno scorsoio 
si reperta l’inutile indizio

alla terza parallela 
è già l’altrove 
e altro si prepara
per la piaga che resterà senza nome

già l'ombra si sottrae al passo
e cresce sui muri dello spavento

è mala edera di mala profezia

“Liwyāṯān 
        Liwyāṯān 
                Liwyāṯān

bollirà nel gorgo
la tanica di petrolio del mare

dall’uretra dell’abisso
riemergerà Liwyāṯānn”

gli attriti d’ ossido li avverti
pedalano le discese al primo sottopasso

:::Luca Crastolla:::

sabato 26 marzo 2016

COME UNA SPECIE DI SORRISO - Luca Oggero



Non era la prima volta che lo faceva e oramai il copione lo conosceva bene…
Trovò immediatamente il tizio che faceva al caso suo: giacca, cravatta e valigetta. Portava  un paio di occhiali con la montatura in tartaruga. Doveva avere all’incirca la sua età: oltre i quaranta ma meno di cinquanta.
Mentre un gran numero di persone piuttosto indaffarate camminava a passo spedito su e giù per il grande corridoio, dalle cui ampie vetrate trasparenti il sole delle diciassette proiettava i suoi raggi obliqui, il tizio, solitario, si era avvicinato ad uno degli ascensori e aveva premuto il tasto di chiamata. 
Gli si fece dietro e come l’altro entrò nella cabina lo seguì.
“Scende anche lei a piano terra?” gli domandò l’uomo incravattato.
“Sì, a pianterreno anch’io…”.
L’elegantone premette il pulsante “T” e iniziarono la discesa. 
Era il momento.

venerdì 8 gennaio 2016

Negghia - Peppino Impastato - Marta sui tubi




Paisi antichi comu lu tempu
fannu li vegghi a lu cori di la negghia
ma li pinseri vonnu passari
pi taliari se c'è un muru ca ni nega lu futuro

Comu furmichi senza abbentu
chi carrìanu lu furmentu
ammuttamu sulu cu li mani
suli trasi cu li mani
a negghia arrasi

Quannu spunta la matina
accarizzi l'acquazzina
e sta terra s'arrusbigghia
e addiventa meravigghia

Quanti pinseri hannu circatu lu cori di la negghia
quanti vrazza hannu pruvatu ad abbattiri stu muru
quantu cori


Peppino Impastato


.......... * ..........



Paesi antichi come il tempo 

Fanno la veglia al cuore della nebbia 

Ma i pensieri vogliono strada 

Per vedere se c’è un muro che ci nega il futuro 



Come formiche senza avvento 

Che trasportano il frumento 

Spingiamo solo con le mani 

Sole, entra con le mani 

La nebbia spingi … 



Quando spunta il mattino 

Accarezzi la rugiada 

E questa terra si risveglia 

E diventa meraviglia 



Quanti pensieri hanno cercato il cuore della nebbia 

Quante braccia hanno provato ad abbattere questo muro 

Quanti cuori… 



Peppino Impastato

martedì 17 novembre 2015

E' come un vetro il silenzio - Ettore Corlupo



E' come un vetro 

il silenzio:

a volte spada,

legno che brucia.

Altre volte è acqua:

senza segreti,

senza memoria.

Una forbice che sfolla.

Una barca a secco,

una mano che dorme.

Un'asola di luce

un vuoto sacrale.

L'arcobaleno

che ignoravo:

tracciante grigio e latte della notte.

......e puro,

nel suo guscio d'aria.




foto Ombretta Ercolani


domenica 11 ottobre 2015

Pensiero spinato - Loredana Lo Verso



Al di là e al di qua del filo spinato
Le nostre mani si cercano
E si trovano
Ci abbracciamo
Aculei trafiggono la nostra pelle
E noi
Ci teniamo sempre più forte
Fino a sentire i nostri cuori
E sangue scende
E anime volano


art Sylwia Makris

lunedì 11 maggio 2015

Orgogli .. - Francesco Mancini



Ti lascio così 
come ti ho trovata
nelle nebbie
stanche
della mia vita. 
Parole cattive
feriscono il cuore
che
non hai potuto
ne saputo amare,
chiederti, fingendo
magari invano...
una sola volta,
riassumendo
tutto in una parola:
tesoro, perdono. 

mercoledì 15 aprile 2015

Potere al pesto - Lou Malanova



M’era venuta voglia di pennette al pesto e stavo armeggiando per raccoglierlo dalla scodella e mischiarlo alla pasta. L’alieno accanto a me guardava curioso, seguendomi nei miei passaggi. A lui l’odore del pesto, o puzza che fosse, non arrivava: aveva questa specie di involucro plastico alla superficie che dava l’aspetto di un pezzo di carne impacchettato col domopack a tutti loro, e lasciava passare solo i gas; molecole aromatiche, neanche a parlarne. Senza di quello, avrebbero dovuto sviluppare antigeni per qualche miliardo di molecole, proteine e tossine distribuite ovunque nel mio ambiente terrestre; gli sarebbe venuto un coccolone che quelli di Roswell al confronto avrebbero battuto il record di sopravvivenza. Si sporse per guardare il fondo della scodella; sembrava perplesso. «Spreco?» domandai. Annuì, col movimento che facevano loro per annuire. Capii che anche loro erano stati lì lì per fottersi tutto. Gli buttai un’occhiata, poi mi rivolsi di nuovo verso la mia attività di rimescolamento. «Come avete fatto?» lui fece spallucce, ondeggiò. «Così?» insistei, e schioccai le dita. «Beh.. un pò più forte. Ihihihihih!!» ridacchiò, con una risatina schioccante fra la cicala e la iena ridens. «Non sarà… un pranzo di gala.» disse, con un lampo improvviso degli occhi.

Lou Malanova

martedì 10 marzo 2015

Povero diavolo - Andrea di Carpegna Varini


Il diavolo fa la corte a una donna che ha accanto il suo fidanzato
Titolo ispirato alla canzone Simpathy for the devil dei Rolling Stones.
L’intenzione era di far emergere il lato buono e umano del diavolo.

Se clicchi QUI andrai alla canzone


Signora
Mi presento sono il diavolo
Arrivato dall’inferno
Non mi mandi via da qui

Signore
In questa notte di stelle e di fiamme
Le ruberò un secondo l’amante per confidarmi un po’
Per confidarmi un po’
Per confidarmi un po’

Ora
Devo dirle una cosa
La lotta tra il bene e il male.
Mi sta stancando un po’

E vorrei anch’io un’amante
Che mi tiri un po’ su
Perché non ce la faccio più



from Sentieri e Viandanti, released 10 March 2015

Apro le braccia - Paolo Battista



è vero. piango poco.
è difficile regolarsi coi propri sentimenti
e quelli altrui sono troppo spesso
grigi brontolamenti contro una vita
che non è mai come ci si aspettava.


è vero. m’inganno con la poesia.
per rendere giorni sempre uguali
diversi uno dall’altro. inzuppato di poesia,
mi chiedo quanto durerà questa furtiva autofagia.


apro le braccia, spogliato, in attesa!

è vero. forse sono io che esigo troppo.
ma oggi vorrei sigillare questo giorno
spostandomi tra gli alberi. e piangere rugiada.
improvvisare odissee di caos. di ombre furtive
dentro cui per almeno un’ora sentirmi caldo e vivo.


apro le braccia, illimitato, illuminato, pronto a credere!

ph Adrian Richards

lunedì 2 marzo 2015

OLTRE - Emanuele Eriel




L'amore non appartiene a nessuno...
è una nube di desiderio che incombe su ogni calma
su ogni illusione
umida di pioggia affilata
pronta a soffocare di infinito il vostro paesaggio di carne liscia

l'amore è la guerra dello spirito
la morte di ogni pace
l'inizio di te stesso

è la Verità che distrugge
è il velo lurido che finalmente scivola via dallo sguardo

l'amore sa solo essere
ciò che è...

lunedì 23 febbraio 2015

Versi Maledetti - Roberto Rizzari


In mezzo a fragorosa tempesta di parole mai scritte
un'anomala e leggera brezza ti accerchia silenziosa
umida d'inchiostro volteggia e si insinua tra le tue narici
come assuefatte dallo sniffare arrotolate banconote.

Scende lieve lieve sino ai polmoni
e si accasa maleducatamente come un ospite non invitato
prendendo posto silenziosa nel tuo io più profondo
ed adagiandosi soddisfatta negli anfratti della tua anima.

E lì si trasforma nell'oscuro acaro della disperazione
che si ciba non di pelle morta ma di speranze mai vissute
parassita multiforme che ti invade anche la mente
senza mai dettare saggi consigli
tenendoti sveglio la notte con dissacranti parole silenziose.

E' la bestemmia trattenuta e malcelata
fra uno sputo ridondante ed un flebile singhiozzo
che ti cola velenoso dalle labbra sanguinanti
screpolate dal morso dei tuoi stessi denti.
Silenzioso come una lapide senza nome
scivola fra le rughe del tuo collo
tatuandovi il proprio tragico e insaponato nodo scorsoio.

E' la tua indelebile compagna di viaggio
che nelle giornate più cupe ti siede sempre accanto
amante dall'abito nero della quale non puoi più fare a meno
e che si trascina come una complice zoppa e farneticante
sino al tuo vagone letto che odora di passate lussurie
e che brucia nella locomotiva mummie secolari.
in una strada ferrata ormai in disuso.

E' il tuo battesimo senz'Acqua Santa
in un fiume asciutto somigliante ad una vita senza amore
che ti trascina lento nell'abbraccio liquido ed incestuoso
di un rigagnolo che diventa fiume impetuoso e senza freni
sino a togliere ogni forza vitale ad un istinto primordiale
che si chiama semplicemente sopravvivenza.

E' lo stratagemma nel quale resti imprigionato
un rebus senza soluzione nell'ingiallita ''quarta di copertina''
di un settimanale usato come segna pagina della vita.
Ed intanto percorri sonnambulo una via senza alcuna uscita
bendato da due foglie d'edera maleodoranti
in un labirinto pieno di finestre aperte
a raccogliere profumate e succulenti fragole purpuree
fra i rami di un melo che fu reso immagine pietrificata
già dalla notte dei tempi nelle memorie dell'intera umanità.

E' proprio Lei che ti segue come un'ombra
anche nelle notti dove la luna paurosa si maschera da stella
giocando a nascondino con il buio più assoluto
mentre rovisti fra accartocciate e svolazzanti foglie secche
trovando solo serpi che accarezzi dolcemente
ed esse sogghignanti prendono posto fra i tuoi capelli privi di radici.

E' solo Lei che mai vorresti accanto
ma che ti pervade nelle ossa e nella mente
che sbatte porte di cristallo frantumandole in idilliaci frammenti
che mostrano sprazzi di buia luce ed accecante nerofumo
vestendoti di un logoro saio senza tempo chiamato inquietudine.

L'Estremo abito che indosserai come clochard in un metrò
che attende impaziente l'arrivo dell'ultima corsa
con destinazione ancora nebulosa in un tragitto
che ti assegnerà sempre gli stessi ed unici due silenziosi passeggeri
la tua compagna Dannazione ed un Calamaio Senza Inchiostro.

Ed in quell'angusto scompartimento
i tuoi versi senza senso e senza patria
li scriverai con il dito indice su di un finestrino
dove nicotina ed alito saranno il tuo inchiostro.
Perché sei sciagurato acrobata nella forma ed anche nella sostanza
giacché fosti tu consacrato dalla tua stessa poesia
con il nome altisonante di Poeta Maledetto.



immagine tratta dal film “Poeti dall'inferno” diretto da Agnieszka Holland

mercoledì 18 febbraio 2015

Falsa riga - Andrea Camp




E su questa falsariga il Poeta latente si ispirò ........

...su una carta anch'essa disseccata ... fatta da stracci di anime perdute .....nel tempo di un triste passato .... come un patto col diavolo noi firmiamo col sangue alla disperata ed effimera ricerca di una felicità terrena ....passeggera ...lieve , sottile e fragile come l' ala di una damigella palustre . Balliamo il nostro sabba ...tra le ombre della notte .... unico bagliore il fuoco che ci scalda e una luna che si fa beffa di noi e della nostra ingenuità .... il patto ormai è stretto .....

mercoledì 11 febbraio 2015

Clochards - Giovanni Perri (aka Aguaplano GP)



                                   Talora nuvole
come se fossero calzini
a zonzo per il cielo
oppure cagne morte incollate agli occhi

Talora solo occhi
tarli nascosti
in angoli di pena

Qui non ci sono nuvole di cielo
quest'impluvio capovolto che mi consuma il midollo
e mi succhia l'aria
come se fossi io il rovello o lo scavo o il tormento al mondo

e non ci sono comodini o pantofole a proteggermi
e non ci sono sveglie
qui trattano il rosso per il rosso
l'azzurro per l'azzurro

Talora solo piedi.
gomiti che m'inchiodano
addirittura dita.

Questa mattina mi scappano sorrisi.
Io non ho un corpo per sorridere
forse neanche un corpo e basta
neanche un nome che mi contiene
o una valigia
o un'età a cui aggrapparmi

i bambini lo sentono
che non ho un corpo da dare
che non ho suoni o numeri o lettere incise sulla porta
lo sentono tutti
che non ho porta 
che ho solo secrezioni in una lingua antica
e non compongo nessuna geografia negli occhi
occhi che cercano un punto
una chiave
dove io possa morire in eterno

È solo colla quest'attesa tra le ossa
è solo colla che mi esce dal naso
colla tra le molliche di pane 
per i piccioni
per i lividi che sono la mia unica scrittura

Sono anch'io un prodotto
uso al fotografo
uso all'artista che mi espone 

sabato 31 gennaio 2015

Qualcosa rimane - Giovanni Perri (aka Aguaplano GP)




ed era come pregare qualcosa questo vederli salire dal nulla
nel mio pieno stupore indovino 
messi a lato del sangue 
caduti 
gocce
dal niente
vederli e sentirli ignari quasi sospetti venti di un amore pieno e baro accartocciati_incolumi_invisibili_
vederli e basta
feritoie d'una pioggia a memoria
una madre e un bambino oppure un vecchio padre ridersi nel dolore e fare casa_
almanacco_tela_sipario
sentirli invitti ossicini e colonne
falegnami del vento
sotto piccole dosi di cielo 
quasi venissero dal tempo degli occhi
dalle mie tante orecchie
tirati via dai fondi marini
con i miei tanti piedi_a volare 

e mi domando la specie dei sogni
le forme di una mano sul viso a continuare 
tristezze d'acqua e pianure
corpi a curvarsi eppure
ritorni
regioni
incantagioni.

ne ho visti a grappoli nei dell'aurora
cadermi dritti nei palmi e ferirmi nel tempo di una sillaba
ne ho visti ridotti alle ossa roghi del pane e del vino
questa fame opaca e nitida fiamma del pensiero poesia che non si spiega 
se 
dopo tanto sognare
dopo tanto rileggere e inchiodare
al cuore
qualcosa 
rimane
davvero
a difesa
oppure
scappa via


Ph dal web

domenica 25 gennaio 2015

Lottare - Andrea di Carpegna Varini

Art: Andrea di Carpegna Varini

"Eccomi
A voi erranti
Sguardo non perso
Suggerisce via
Altra prospettiva....

Vita
Gomiti in faccia e sorrisi
Passioni d'amore e odio
Voglia di stare con se stessi

Voglia di dire e vestire il non senso
Voglia e non voglia
Qualsiasi cosa succeda
Sono qui
Se cado
Mi rialzo

Ammazzami
Perché non mi arrendo
Non sto zitto

Principi 
Per vivere e morire
Piego la percezione del tempo
Per svegliarmi e rincominciare
E cominciare"

venerdì 16 gennaio 2015

Alla Libertà - Novruz

art: Katerina Lomonosov

Forse sto scavando la notte
Per raggiungerti.
Ma restano appese le mie mani
Sull’ orlo di luce
Strappato 
Nel muro 
Della mia stanza.
D’improvviso
La cima infinita
Si slega!
Precipito nell’ abisso
Del sonno.
Nel vuoto l’occhio,
Oltre i battiti del cuore
Resta […] cieco a guardare
Sulla soglia spogliata 
Della mia anima.
Scopro una tigre bianca
Che cammina sui miei sogni,
Brillano i sui occhi a tagliarmi
Le pupille di sole,
La bocca è un silenzio
di stelle che divora 
la terra.
I suoi passi
Sono artigli di
Pallide lune d’acqua
Lasciate nude di vento
Sulla bocca
Spalancata del giorno.

sabato 6 dicembre 2014

Eurialo - Mnemosyne


Ti sei chiusa nella tua lingua come la Regina
di un palazzo assediato, fanti di scorta, chi è
quel greco costruttore

ha specchi di fuoco
intelletto pericoloso che ti studia
da fuori le mura

ha compasso e squadra
bilancia arsenale sestante
e porta un mazzo di ipnotici fiori
troppi pensieri per le genti Sicane,
e nasconde l’arco nella fratta.

Ti sei avvolta nella gualdrappa nera dell’Ordine
degli Ordini Conformi
hai issato la Croce sulla torre più alta
in vista della landa sarà l’ultima difesa
la virginità rasperà il legno
prima di darsi ai peggiori peccati
corrono gatti fra i merli delle torri, guizzano le lingue
sussurri insidiosi e furori esalano
dalle corti come miasmi.

Hai fatto volare un aeroplanino di carta
dagli spalti, lui ha raccolto l’arma perigliosa
ha sfogliato l’anatema passando una mano fra le pieghe

“Nonmisidisturbi”

assapora l’afrore della lotta
passa la mano sulle labbra

così ti pensa, fra le morbide cosce
il tulipano pur freme, piccola bisbetica
sei sola nel tuo piccolo regno

Sacrifica col metodo scientifico appreso
dallo stregone Azande
cola il sangue nella scodella
si spargono i visceri sul piatto la mano pasticcia
brevemente, prova e controprova
sulla falsificazione non ci piove, e due polli
prendono la via del forno
la penna intinge nel sangue le parole vergate ora
valgono ciascuna il contrario del contrario
ed il contrario ancora lui ride
quando c’è da piangere e piange quando c’è da ridere
recapitate in sassi avvolti che infrangono la pace della notte
le parole disseccate di sangue rappreso
inestinguibili

Studia l’astrologo che il malnato non ha colpa
nelle mani della Macina del Cosmo i pianeti
hanno disegnato una nascita così così
e non si può salvare, è quella che è
e non importa se una regina o una pedina

o conosce la sua sorte

o conosce la tua sorte

se ne va
senza parole
come un pensiero
che non si può raggiungere.

immagine dal web

mercoledì 3 dicembre 2014

L'espressività del loop in poesia: ONIRICO Angelo Baiunco

immagine: BURZUM - Nicola Verlatoolio su tela  2012

di intatte stanze                    brulle
ecco è un moccolo-che-mai-si-consuma...(!)
Smettilo se vuoi il tulle                    quel tulle
che ti (s)candisce placido le spalle
D'improvviso ti adorni                    melagrana
di un sorriso che sfronta
il tuo viso                    s'estenua
si sfronda
                    levigata gota
                                              e piom-
bo arranco — mi attanaglia un rattrappito
corrimano — onicofagi d'intorno
rare rive nel giorno
io torno
                c'è-del-marcio-in-questa-barca
onirica
              onanistica
                                   onico-
faga tenebra mossa
paradosso a ridosso
                               [ riprende dal capoverso ]