lunedì 23 febbraio 2015

Versi Maledetti - Roberto Rizzari


In mezzo a fragorosa tempesta di parole mai scritte
un'anomala e leggera brezza ti accerchia silenziosa
umida d'inchiostro volteggia e si insinua tra le tue narici
come assuefatte dallo sniffare arrotolate banconote.

Scende lieve lieve sino ai polmoni
e si accasa maleducatamente come un ospite non invitato
prendendo posto silenziosa nel tuo io più profondo
ed adagiandosi soddisfatta negli anfratti della tua anima.

E lì si trasforma nell'oscuro acaro della disperazione
che si ciba non di pelle morta ma di speranze mai vissute
parassita multiforme che ti invade anche la mente
senza mai dettare saggi consigli
tenendoti sveglio la notte con dissacranti parole silenziose.

E' la bestemmia trattenuta e malcelata
fra uno sputo ridondante ed un flebile singhiozzo
che ti cola velenoso dalle labbra sanguinanti
screpolate dal morso dei tuoi stessi denti.
Silenzioso come una lapide senza nome
scivola fra le rughe del tuo collo
tatuandovi il proprio tragico e insaponato nodo scorsoio.

E' la tua indelebile compagna di viaggio
che nelle giornate più cupe ti siede sempre accanto
amante dall'abito nero della quale non puoi più fare a meno
e che si trascina come una complice zoppa e farneticante
sino al tuo vagone letto che odora di passate lussurie
e che brucia nella locomotiva mummie secolari.
in una strada ferrata ormai in disuso.

E' il tuo battesimo senz'Acqua Santa
in un fiume asciutto somigliante ad una vita senza amore
che ti trascina lento nell'abbraccio liquido ed incestuoso
di un rigagnolo che diventa fiume impetuoso e senza freni
sino a togliere ogni forza vitale ad un istinto primordiale
che si chiama semplicemente sopravvivenza.

E' lo stratagemma nel quale resti imprigionato
un rebus senza soluzione nell'ingiallita ''quarta di copertina''
di un settimanale usato come segna pagina della vita.
Ed intanto percorri sonnambulo una via senza alcuna uscita
bendato da due foglie d'edera maleodoranti
in un labirinto pieno di finestre aperte
a raccogliere profumate e succulenti fragole purpuree
fra i rami di un melo che fu reso immagine pietrificata
già dalla notte dei tempi nelle memorie dell'intera umanità.

E' proprio Lei che ti segue come un'ombra
anche nelle notti dove la luna paurosa si maschera da stella
giocando a nascondino con il buio più assoluto
mentre rovisti fra accartocciate e svolazzanti foglie secche
trovando solo serpi che accarezzi dolcemente
ed esse sogghignanti prendono posto fra i tuoi capelli privi di radici.

E' solo Lei che mai vorresti accanto
ma che ti pervade nelle ossa e nella mente
che sbatte porte di cristallo frantumandole in idilliaci frammenti
che mostrano sprazzi di buia luce ed accecante nerofumo
vestendoti di un logoro saio senza tempo chiamato inquietudine.

L'Estremo abito che indosserai come clochard in un metrò
che attende impaziente l'arrivo dell'ultima corsa
con destinazione ancora nebulosa in un tragitto
che ti assegnerà sempre gli stessi ed unici due silenziosi passeggeri
la tua compagna Dannazione ed un Calamaio Senza Inchiostro.

Ed in quell'angusto scompartimento
i tuoi versi senza senso e senza patria
li scriverai con il dito indice su di un finestrino
dove nicotina ed alito saranno il tuo inchiostro.
Perché sei sciagurato acrobata nella forma ed anche nella sostanza
giacché fosti tu consacrato dalla tua stessa poesia
con il nome altisonante di Poeta Maledetto.



immagine tratta dal film “Poeti dall'inferno” diretto da Agnieszka Holland