sabato 6 dicembre 2014

Eurialo - Mnemosyne


Ti sei chiusa nella tua lingua come la Regina
di un palazzo assediato, fanti di scorta, chi è
quel greco costruttore

ha specchi di fuoco
intelletto pericoloso che ti studia
da fuori le mura

ha compasso e squadra
bilancia arsenale sestante
e porta un mazzo di ipnotici fiori
troppi pensieri per le genti Sicane,
e nasconde l’arco nella fratta.

Ti sei avvolta nella gualdrappa nera dell’Ordine
degli Ordini Conformi
hai issato la Croce sulla torre più alta
in vista della landa sarà l’ultima difesa
la virginità rasperà il legno
prima di darsi ai peggiori peccati
corrono gatti fra i merli delle torri, guizzano le lingue
sussurri insidiosi e furori esalano
dalle corti come miasmi.

Hai fatto volare un aeroplanino di carta
dagli spalti, lui ha raccolto l’arma perigliosa
ha sfogliato l’anatema passando una mano fra le pieghe

“Nonmisidisturbi”

assapora l’afrore della lotta
passa la mano sulle labbra

così ti pensa, fra le morbide cosce
il tulipano pur freme, piccola bisbetica
sei sola nel tuo piccolo regno

Sacrifica col metodo scientifico appreso
dallo stregone Azande
cola il sangue nella scodella
si spargono i visceri sul piatto la mano pasticcia
brevemente, prova e controprova
sulla falsificazione non ci piove, e due polli
prendono la via del forno
la penna intinge nel sangue le parole vergate ora
valgono ciascuna il contrario del contrario
ed il contrario ancora lui ride
quando c’è da piangere e piange quando c’è da ridere
recapitate in sassi avvolti che infrangono la pace della notte
le parole disseccate di sangue rappreso
inestinguibili

Studia l’astrologo che il malnato non ha colpa
nelle mani della Macina del Cosmo i pianeti
hanno disegnato una nascita così così
e non si può salvare, è quella che è
e non importa se una regina o una pedina

o conosce la sua sorte

o conosce la tua sorte

se ne va
senza parole
come un pensiero
che non si può raggiungere.

immagine dal web