martedì 28 ottobre 2014

Nessuno sceglie di che morte morire di Silvana Di Girolamo - Seconda parte




< Gli ultimi granelli di zucchero, questa meravigliosa sostanza che ci avrebbe permesso di crescere e moltiplicarci a dismisura, stavano per essere raccolti dai soldati operai. Ci sentivamo davvero euforici e soddisfatti come solo una missione audace e ben riuscita può rendere un esercito, quando un tremendo rumore ci fece ringoiare tutta la nostra boria in un solo respiro..... >

< Si sciacquò sommariamente le mani e aprì quella terribile porta a soffietto di cui persino lei, con la sua sordità acuta, percepiva il frastuono. Ciabattò un piede dentro la cucina e si bloccò! Una doppia fila di quelle insopportabili formiche si dipanava proprio tra lo stipetto dello zucchero e il davanzale della finestra. Con un grugnito di disapprovazione e trionfo nello stesso tempo allungò la mano verso lo scaffale dove aveva preventivamente riposto la bomboletta di insetticida, ma nell'alzare il braccio troppo repentinamente si sbilanciò barcollando e rovinando sul pavimento. Inutile specificare che le sue fragili ossa di 87enne non ressero l'impatto e che anzi qualcuno si sbriciolò. Di più! La sua faccia nell'incontrare il pavimento cedette e prese a sanguinare copiosamente. A questo punto, grazie ad un pietoso meccanismo antichoc, la vegliarda perse totalmente i sensi ...>

< Qualcosa di enorme comparve all'improvviso muovendosi verso di noi. La sua imponenza era tale da far tremare anche il più temerario di noi, che pure eravamo in tanti. Il tempo si fermò per un lunghissimo istante durante il quale sembrò che il mondo intero perdesse un battito. Poi la cosa si mosse, caracollò e precipitò su di noi. Le file si ruppero e seguì un parapiglia guidato solo da un cieco terrore. Molti di noi scomparvero alla vista sotto quella specie di montagna morbida.
Ma il soldato annidato dentro il nostro raziocinio reagì e, quasi come parte di un solo essere, smettemmo tutti di correre all'impazzata. Convergemmo incontro quella cosa, che ora non si muoveva quasi più, attirati anche da un odore fortissimo che sembrava sgorgare da quell'abominevole massa. Qualcosa di liquido e viscoso si stava ora spandendo sul pavimento e l'odore veniva proprio da li. L'analizzatore di sostanze incorporato dentro ognuno di noi ci disse che si trattava di un elemento ricchissimo di nutrienti vitali. Cosi ricco che una sola goccia poteva bastare ad ognuno di noi per sopravvivere ad un intero inverno. Non fu necessario nessun comando perché tutti ci riversassimo all'unisono in direzione di quella incredibile manna. Molti rimasero invischiati su quella sostanza appiccicosa, e vennero usati come gradini di una scala per arrivare direttamente sulla cosa che la produceva. Seguendo la scia ci riversammo dentro delle rosse caverne che sembravano la fonte di quell'incredibile abbondanza. Una voluttà demoniaca ci prese mentre sguazzavamo in quel rossore profondo, dimentichi di tutto, salvo di quel presente ... >