lunedì 15 dicembre 2014

Quando non esisteva WhatsApp (da Stralci di Te e di Me) - Silvana Di Girolamo


Art Adam Martinakis

Ci cercavamo. Il nostro volerci ci confondeva ma ci attirava come una scia fatale. Seguivamo le nostre tracce come fanno gli animali. Mi aggiravo dalle parti di casa tua dandomi ottime scuse, cercando di incontrarti. Portavo il mio bambino al parco nel tuo quartiere, gli facevo prendere un gelato nel bar sotto casa tua. 
Tu intanto stavi sotto casa mia ..... Eravamo troppo presi. Come sciami di api impazzite confluivamo l'uno dentro l'altra, mescolandoci e confondendoci, rimanendo poi più sconvolti di prima. 

Non ci bastavamo mai, ma non sopportavamo la forza di attrazione che ci rendeva schiavi. Più volte, dopo aver fatto di tutto per organizzare una giornata di fuga, ci siamo separati molto prima del previsto, decidendo che la nostra storia era troppo insana, dovevamo darci un taglio, per il bene di entrambi. 
Altre volte non riuscivamo a separarci. Percorrevamo gli ultimi chilometri verso le nostre destinazioni con uno strazio indicibile. Immagino che i gemelli debbano provare la stessa cosa quando vengono separati. E tutto questo ci faceva tanta paura. Allora ci lasciavamo, decidevamo di non vederci più. Ma era un taglio nelle vene dei polsi, morivamo ogni istante un po senza la promessa di incontrarci ancora. 
Allora non avevo ancora il telefono. Chiudevo a chiave la porta del negozio, attraversavo la piazza e ti chiamavo dalla cabina telefonica. Stavamo ore a parlare. 
Se riuscivamo a restare insieme per una notte non dormivamo un solo istante. Erano troppo preziose quelle ore per ucciderle con il sonno. Quando eravamo troppo stanchi restavamo a guardarci negli occhi, e ci innamoravamo ancora più perdutamente.