martedì 9 settembre 2014

Sonia Serravalli - L'Amore Abusivo (da Palo Quattro)


C'è la luna piena nel piccolo cortile che nella casetta separa il soggiorno dalle camere da letto. La consistenza della sera sa di sapone, i riflessi sui muri sono vacui e acquosi. Il vento porta respiri di latte e di sale. Qualcuno suona un pianoforte. Le note si librano attorno al faro come foglie sciolte.

Nel plenilunio di due mesi fa, facevamo l'amore sopra questi stessi cuscini sparsi, come protagonisti di qualcosa che dura per sempre. Allora diventavo preda, ruscello, burro. Fissavo la luna senza parlare mentre mi lasciavo fare ostaggio, estasi, viaggio liquido. Non c'era quella sera in tutto lo spazio dell'essere un modo diverso o migliore di fare l'amore di quelle due figure perfette, nel covo vicino al faro.

“Non parlare,” mi diceva, e io non avevo nessuna intenzione di farlo, mentre incastravo i miei occhi dentro il satellite lasciandomi squartare.

Curioso quanto l'atto sessuale assomigli a un assassinio. Questo pensiero solcava a volte la mia mente con la velocità di un lampo, poi se ne andava, nello svenimento che mi procurava Peter quando nutriva il mio corpo, lo dissetava, lo viziava, lo riempiva, lo stordiva.

C'era la stessa luce quella sera e allora ci sembrava di non riuscire a respirare se non incollandoci l’uno all'altra, nel calore dell'altro, se non insieme. Adesso la luna erompe sopra i tetti e alle mie finestre, per quanto mi nasconda, e dentro questo stesso cortile per me sola. Insensibile e raminga, vorrei poterla cancellare. Filtra in tutte le fessure la sua bellezza vampira. Non vederla è impossibile.

Sa più di me? Chi sa più di me? Chi può dare un senso a ciò che è illogico, spiegarmi ciò che è inaspettato, salvarmi dalla sorpresa e dalla deriva?

In qualche anfratto non disinnescato, Katie Melua canta I cried for you impastando la notte
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Pag. 119 di PALO QUATTRO - L'AMORE ABUSIVO di Sonia  Serravalli, edito da Monetti Ragusa Editore